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Corsi e ricorsi storici: le 3 “F” Borboniche. 27 Ott 2006

Posted by Pietro Avveduto in Politica.
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Federico di Borbone era solito usare la “farina” e la “festa” per ammansire il popolo e far dimenticare lo stato di miseria e vessazione a cui era sottoposto. Per i più riottosi, per quelli a cui farina e festa non bastavano per dimenticare, c’era la soluzione della “forca”. Volendo seguire la teoria vichiana dei “corsi e ricorsi storici”, non avremo molte difficoltà nel ritrovare preoccupanti analogie tra le pagine della cronaca di questi ultimi mesi, con l’aggravante che, forse a causa dell’elevato numero dei riottosi, l’uso della forca risulta essere la soluzione più in voga.

Se per “farina” intendiamo una qualsiasi azione capace di spostare l’attenzione della popolazione dai movimenti dei governanti, la questione dello “spionaggio fiscale”, balzato agli onori della cronaca in questi giorni di malcontento diffuso, offre utili spunti di riflessione.

Non appare come una casualità che, proprio nel momento più caldo della politica italiana, quando il Parlamento è impegnato a votare “la madre di tutte le leggi” ed il Governo è costretto a porre la “fiducia” per evitare defezioni sconvenienti, gli organi di informazione (controllati da Berlusconi?) mettano in secondo piano la legge finanziaria e si dedichino “anima e core” al tam tam delle dichiarazioni sullo spionaggio. Ma si sa bene che il diavolo è bravo solamente nell’arte di fare le pentole. Così basta la semplice (e quanto mai prevedibile) dichiarazione di Fassino per farci capire cosa stava accadendo. Per chi non avesse seguito la querelle, diciamo subito che il “compagno” Fassino, a pochi minuti dalla diffusione della notizia che Prodi e la moglie erano stati oggetto di spionaggio fiscale, non ha perso tempo nell’addossare la colpa di tutto a, ovviamente, Berlusconi.

Si, perché di questi tempi lo sport nazionale più in voga è proprio questo: dare, sempre e ovunque, la colpa a Berlusconi. Nel corso degli ultimi cinque anni vi è capitato di inciampare in qualcosa? Bene, la colpa è di Berlusconi. Prodi, durante la campagna elettorale, vi ha promesso che non avrebbe mai e poi mai aumentato le tasse e, invece, ora vi trovate costretti a chiedere un mutuo per pagarle? Non abbiate dubbio alcuno, anche in questo caso la colpa è di Berlusconi. Peccato che poi si va a scoprire (e senza nemmeno tanta fatica) che “lo spione” Berlusconi era tra “gli spiati”, che siete inciampati su un sampietrino incautamente lasciato a terra da uno dei tanti manifestanti “pacifisti” a Genova e che il Governo di Centrosinistra vi ha aumentato le tasse ma (ops!) Berlusconi ha votato contro!

Se questa è la “farina” che vogliono farci mangiare per distogliere la nostra attenzione dalla legge finanziaria, viene da chiedersi cosa mai potrebbe essere la “festa”.

Il termine, di per sé, richiama qualcosa di goliardico, giocoso e divertente che, però, riesca a fare anche il necessario clamore. Anche in questo caso i potenti mezzi d’informazione (sempre controllati da Berlusconi?) vengono in valido soccorso. In men che non si dica ecco il tam tam delle dichiarazioni di scandalo contro “l’irriverente” satira del “Prodi rap”. In fondo gli italiani avranno già dimenticato Luttazzi & Co., quindi, perché non sfruttare l’indignazione contro chi vuole prendere in giro in “nostro” Presidente? Se, poi, questo non dovrebbe bastare, è sempre pronto il ricorso al “caso di discriminazione”. Il discriminato in questione e il/la povero/a On. Luxuria. Il/la deputato (per questo ancora non ci sono dubbi sulla forma in quanto il vocabolario non contempla “deputatesse”) è stato cacciato fuori ed in malo modo dalla toilette di Montecitorio riservata alle donne. Naturale l’immediata replica di Rifondazione Comunista, sempre attenta e vigile contro ogni discriminazione! In loro aiuto scendono in campo anche i Questori della Camera che, dando ragione all’on. Luxuria, “ritengono di dover sottolineare che le scelte relative alla propria identità sessuale appartengono alla sfera personale di ciascuno e come tali vanno rispettate”. A questo punto, per una questione di par condicio… aspettiamo la Campbell.

Ma, come si diceva, non sempre “festa” e “farina” bastano a zittire il popolo. Ecco che, allora, per i più riottosi c’è la “forca” con tanto di boia incappucciato. Per questa analogia gli esempi non mancano. In questi ultimi sei mesi il Governo di Centrosinistra ce ne ha fatte vedere e sentire di tutti i colori che di “forche” e di “boia” le piazze (soprattutto quelle televisive) sono piene zeppe.

Si potrebbe, per esempio, parlare di Michele Santoro, del suo degno compare Floris (quello di Ballarò, per intenderci) e delle loro inchieste “verità”. Potremmo citare il braccio giustizialista della sinistra, sempre pronto a “scavare” e “scovare” le malefatte di tutti (ovviamente) i non “sinistri” e portarle davanti ad un giudice che, puntualmente, ci fa una risata sopra ed assolve per “eccesso di inventiva dei magistrati inquirenti”.

E potremmo continuare all’infinito, ma evitiamo di tediare il lettore con storie risapute. Ci si conceda, però, di abusare della pazienza dei lettori citando quella che potrebbe essere definita “la ciliegina sulla forca”: il ponte sullo Stretto.

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