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“Festa dell’Unità”: poco politica e molto “sagra paesana” 30 Ott 2006

Posted by Pietro Avveduto in Politica.
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Chi pensava di assistere ad una kermesse politica, dove bancarelle e panini con la salsiccia rappresentavano il folkloristico contorno a dibattiti e confronti su tematiche di politica nazionale e locale, ha dovuto, invece, registrare l’ennesima performance deludente di un Centrosinistra ispicese che, come affermato dallo stesso segretario cittadino dei DS, non è capace di proporre ai cittadini una classe dirigente ed un programma unitario.

Così la tre giorni della “Festa dell’Unità” di Ispica si è ridotta ad una pura e semplice “sagra paesana”, buona per ascoltare della musica e consentire a qualche “astro nascente” della politica locale di avere la sua bella passerella ed il suo momento di gloria. Per il resto è stato il trionfo della banalità e dell’ovvio.

Anche il comizio di chiusura, unico momento dalle parvenze larvatamente politiche, si è appiattito in un monologo dove l’assenza di contenuti propositivi cercava insperati ausili nelle fin troppo prevedibili e poco credibili accuse di inefficienza dell’attuale amministrazione comunale.

Accuse prevedibili perché, in virtù di una regola non scritta della politica “paesana”, è obbligo dell’opposizione sminuire l’attività della maggioranza. La platea, anche se esigua è più attenta ad assaporare panini e salsicce, è sempre contenta quando l’oratore si delizia ad attaccare l’avversario politico. Una “usanza” che ha un fascino tutto particolare ma che, come si è visto più volte, alla fine non è sempre ricambiato dai voti degli elettori.

Ma sono accuse anche poco credibili e non tanto per i contenuti, sui quali lasciamo che siano gli accusati a difendersi, ma quanto per i soggetti che accusano. Ora va da se che, come si diceva, l’opposizione si sente sempre nell’obbligo morale di accusare la maggioranza, ma anche nell’accusare ci vuole un pochino di buon gusto e, soprattutto, di memoria storica.

Se la maggioranza non tiene in considerazione gli artigiani locali, cari “compagni”, non è il caso di muovere accuse da un pulpito quando tutt’intorno si promuove l’artigianato tunisino o quello di Caltagirone. Dire, ancora un breve esempio, che la maggioranza non è riuscita a trovare finanziamenti per quell’opera o quell’altra non è conveniente quando, solamente due anni fa, ci si è resi protagonisti del caso di “Palazzo Bruno”. E poi, contraddizione nella contraddizione, come si fa a sottolineare le difficoltà economiche del Comune quando, a Roma, i tagli ai fondi per gli Enti Locali sono argomento principe della finanziaria di Centrosinistra?

Infine, cari “compagni” come si può pretendere di essere credibili quando vi proponete come “vera alternativa” all’amministrazione di Centrodestra e “paladini” del risanamento della città quando, se fate bene i calcoli, dal 1992 ad oggi, tolta una breve pausa di tre anni, siete stati protagonisti, più o meno occulti, dell’amministrazione di questa città?

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Commenti»

1. saroruffino - 3 Nov 2006

bisogna comunque dare atto alla sinistra givanile di essere un movimento in salute, formato da giovani promettenti e con molto spirito di iniziativa. checchè se ne dica, la festa dell’unità ha portato colore, musica e animazione nei giorni in cui si è svolta. è un vero peccato che tali risorse umane si spendano per idee politiche tutt’altro che condivisibili. ma proprio per questo, caro pietro, trovo che in fondo sia stato un bene per tutti se la festa dell’unità si sia ridotta ad una sagra paesana priva di contenuti politici, non trovi?!

2. Pietro Avveduto - 3 Nov 2006

No, caro Saro, non trovo!
Non trovo perchè, in una città come Ispica (che ha sempre brillato peri avere una cultura politica e della politica) il declassamento della “Festa dell’Unità” è uno dei tanti sintomi preoccupanti di un lento declino politico-culturale.
Non trovo perchè, proprio perchè sono stati i giovani ad organizzare la “Festa dell’Unità”, l’assoluta assenza di “momenti politici” disegna scenari futuri poco rassicuranti.
Non trovo perchè, pur nella diversità di idee ed ideologie, il confronto è la base fondamentale per la crescita sociale, culturale e politica di una comunità.
Forse può sembrare un paradosso, ma il vuoto dimostrato dai ragazzi della Sinistra ispicese dovrebbe preoccupare più gli avversari politici che la sinistra stessa.


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