jump to navigation

Apologia dell’opinione pubblica 17 Nov 2006

Posted by Mariagiovanna Gradanti in Omnia post.
trackback

Opinione pubblica”: si tratta di due semplici parole, un sostantivo e un aggettivo, alle quali non è facile dare un significato univoco.
Di certo non è un sinonimo di “verità assoluta”.
L’“opinione” è un parere, un’idea, una convinzione. Accostarla all’aggettivo “pubblica” significa estenderla a dismisura, equipararla a vox populi, associarla al pensiero di centinaia, migliaia, se non addirittura milioni di persone, secondo i casi. Insomma, l’operazione comporta una certa pericolosità.
Arrogarsi il diritto di parlare a nome della popolazione implica un’assunzione di responsabilità smisurata, che quantomeno dovrebbe essere supportata da prove valide e concrete.

Si suppone, ad esempio, che quando Renato Mannheimer vada a “Porta a porta” a sciorinare i dati dei suoi sondaggi, gli operatori dei suoi call-center abbiano effettivamente telefonato ad un campione di persone, abbiano fatto delle domande e si siano sentiti rispondere qualcosa.
Quando si dice, in terra di Francia, che la socialista Segoléne Royal sia in testa alle preferenze dei cugini d’oltralpe, si presume che vi siano dati numerici a supporto dell’affermazione. Gli esiti delle primarie ne sarebbero la prova e i sondaggi (speriamo autentici) dicono che si sia già garantita saldamente il 50% delle preferenze alle presidenziali.

Tutt’altra operazione è accostare i propri personali convincimenti all’opinione pubblica, solo perché durante una cena fra amici (in media 6-8 persone) ci si è trovati tutti d’accordo durante una pseudo-discussione di politica locale, intavolata (è proprio il caso di dirlo) da commensali appagati dal cibo ed annaffiata da un ottimo moscato di Pantelleria; oppure perché si è entrati in un bar alle 10 del mattino e si è assistito ad un diverbio politico in cui la maggioranza (due persone) sosteneva le stesse idee del barista e la minoranza (una persona) dissentiva, ordinando un cornetto con la marmellata e un caffè macchiato.

In conclusione, i numeri contano. E definire un’opinione “pubblica”, senza avere dati certi a sostegno, può portare all’avverarsi della circostanza inversa a quella desiderata: i cittadini, i lettori dei giornali, gli spettatori dei tg possono così divenire “dietrologi” per eccellenza e cominciare a pensare che spacciare qualcosa per “opinione pubblica” equivalga a prenderli sonoramente in giro.

Arriverà il tempo in cui nessuno si fiderà più di ciò che dicono i mezzi d’informazione. Ovviamente, anche quest’ultima asserzione è caldamente sostenuta dall’opinione pubblica.

Annunci

Commenti»

No comments yet — be the first.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: