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20° anniversario del conferimento del titolo di “Città”: un’occasione per riscoprire la storia di Ispica 21 Gen 2008

Posted by Mariagiovanna Gradanti in Arte e Cultura, Costume & Società.
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Inserita nel programma dei festeggiamenti natalizi quale immancabile evento culturale e di grande interesse storico, la celebrazione del 20° anniversario del conferimento ad Ispica del titolo di “Città” ha avuto luogo nei locali dell’ex chiesa della Sciabica, recentemente riconsegnata alla pubblica fruizione dopo un meticoloso ed accurato restauro.
L’attribuzione ufficiale del prestigioso riconoscimento avvenne per mezzo di decreto del Presidente della Repubblica, sottoscritto da Francesco Cossiga in data 12 Ottobre 1987 e registrato alla Corte dei Conti l’11/02/1988, dopo un avvincente ed assai partecipato iter burocratico ad opera dell’Amministrazione comunale di allora, capeggiata dal compianto Sindaco Quinto Bellisario; egli fu il vero artefice di questa impresa, insieme con l’onorevole Salvatore Stornello, riuscendo abilmente a sintetizzare il grande lavoro prodotto dalla sua Giunta e dalle precedenti ed affermando convintamente che Ispica meritava l’autorevole titolo.


Come venne, infatti, statuito nella deliberazione del Consiglio Comunale n. 421 del 13/10/1986, redatta dal Segretario Generale Dr. Emanuele Giardina, Ispica aveva tutte le carte in regola per ambirvi: contava più di 14.000 residenti (in base al censimento del 1981), veniva riconosciuto il suo immenso valore storico ed artistico, il grande senso civico dei suoi abitanti, i quali non avevano mancato di fornire supporto concreto alle due guerre mondiali ed alla resistenza; aveva assolto a tutti i pubblici servizi: era presente l’Arma dei Carabinieri dal 1814, la Pretura dal 1829, la scuola elementare dal 1873, la ferrovia ed il cimitero comunale dal 1894, l’acquedotto dal 1912, il mattatoio dal 1929, la fognatura dal 1930, la scuola media “L. da Vinci” dal 1935 ed il Liceo Classico dal 1944, la biblioteca comunale dal 1957; la vasta presenza di chiese e conventi testimoniava sensibilità e pietà religiosa, la Cava e le grotte di S. Ilarione costituivano un sito di grande interesse storico ed archeologico. Fra i requisiti che favorirono l’accoglimento della proposta da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, la presenza della zona di espansione residenziale 167, di oltre 10 km di litorale, del centro geriatrico e di tutta una serie di servizi alla persona e alla collettività.

Ospite della serata celebrativa, il professore Giuseppe Barone, Preside della Facoltà di Scienze del Governo e dell’Amministrazione di Modica nonché stimato docente di storia contemporanea e storia del territorio, ha illustrato, deliziando gli intervenuti con aneddoti e curiosità, le fasi storiche più importanti della nascita dell’antica Ispicae Fundus, nome latino poi corrotto in Spaccaforno: essa sorgeva proprio sulla Cava, che venne abitata da siculi, greci, romani, bizantini, arabi e normanni; popolazioni che hanno lasciato una traccia indelebile del loro passaggio trasformandola in uno dei più preziosi monumenti storici della nostra terra. Nel 1393 il “Fortilitium”, centro politico ed amministrativo, faceva già parte dei possedimenti di Bernardo Cabrera; in seguito, nel 1453, Spaccaforno veniva venduta ad Antonio Caruso, Maestro Razionale del Regno di Sicilia; una sua erede, Isabella, sposando nel 1493 Francesco Statella, la portava in dote a quest’ultimo, la cui famiglia ne detenne il potere fino ai primi del XIX secolo, quando scomparve il feudalesimo.

Barone si è poi soffermato sulla storia ispicese del XVII secolo, periodo in cui la città, dopo il grande sisma del 1693, tornava alla vita in modo ancor più intenso che in precedenza. Dopo il terremoto, infatti, se alcuni quartieri furono ricostruiti intorno alle chiese di S. Antonio, del Carmine, dei Minori Osservanti, risparmiate dalla scossa tellurica, gli altri furono tracciati ex novo sul colle Calandra con vie larghe e diritte, secondo la pianificazione urbanistica di due ingegneri venuti da Palermo al seguito di Don Blasco Maria Statella.

Dopo l’excursus storico del professore, lungamente applaudito, il Sindaco Piero Rustico, sulle note dell’inno nazionale, ha consegnato delle targhe agli ex sindaci della città Gugliotta, Amore, Leontini, Tomasi, Spadaro e Monaco.
I numerosi cittadini che hanno partecipato alla manifestazione, così come il deputato Innocenzo Leontini, il presidente del Consiglio Comunale Massimo Dibenedetto, il Prefetto di Ragusa Marcello Ciliberti e le molte autorità civili, militari e religiose presenti, hanno mostrato sincero apprezzamento per il buon esito della serata, della quale il Primo Cittadino, nel suo intervento, ha ben riassunto il senso: “Questa è una ricorrenza importante per la storia della città: è fondamentale che i miei concittadini e, soprattutto, i giovani, conoscano e tengano sempre vivo il ricordo delle vicende legate al nostro passato e degli uomini che hanno contribuito a rendere grande Ispica. Bisogna essere orgogliosi di appartenere a questo splendido luogo ed il mio dovere è di rilanciare, con rinnovato vigore, l’impegno a crescere ancora, per lasciare alle future generazioni una città ancor più degna di questo titolo”.

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