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“I cannoli di Totò” 10 Feb 2008

Posted by Pietro Avveduto in Politica, Regionale.
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Come “Gli arancini di Montalbano”, anche questa la storia di Totò Cuffaro sembra essere nata dalla penna del bravo Camilleri. A differenza delle trame del Camilleri, però, in questa storia manca il finale chiaro. Uno di quei finali che non lascia il lettore sospeso nel nulla e con la speranza che voltando pagina trovi l’appendice alla trama che chiarisca tutto.
Si, perché non mi si venga a dire che le dimissioni di Cuffaro siano il finale della storia. Come non mi si venga a dire che un vassoio di cannoli possa essere una valida giustificazione alla richiesta di dimissioni.
Ma, a proposito di “cannoli”, riflettiamo un momento su questo aspetto della storia.
All’indomani della sentenza di condanna, dopo che aveva dichiarato il suo personale (e sottolineo “personale”) sollievo nel non essere stato riconosciuto colluso con la mafia, il povero Totò si trova nella sua stanza a Palazzo d’Orleans ed un fotografo lo immortala con un vassoio di cannoli in mano. Apriticielo!!!!!!! È successo il finimondo!!!!!!!! Un Presidente della Regione che festeggia la sua condanna offrendo cannoli… Un insulto alle istituzioni ed ai siciliani…! Infanga l’immagine della Sicilia…! Deve dimettersi…!  Questo il tenore dei commenti dai quali nessuno (e sottolineo nessuno) si è astenuto.
L’indomani si scopre che quel vassoio galeotto non lo aveva portato il buon Totò, che non c’era nessuna festa e che quella foto ritraeva il buon Totò mentre sparecchiava un tavolo per consentire l’inizio di una conferenza (o di una riunione, non ricordo bene).
Mi sarei aspettato, a rigor di logica, che tutti coloro che, come Caifa, si erano strappate le vesti iniziassero ad inveire contro il fotografo ed i giornalisti che avevano artatamente pubblicato una foto con un commento simile… Silenzio… Perché?
Altra riflessione, ma su un altro argomento.
Se vado da un medico con la convinzione che mi diagnosticherà un mese di vita ma, poi, alla fine mi dice che non ho un male gravissimo ma dovrò solamente vivere con l’ausilio di un marchingegno infernale attaccato al corpo 24 ore su 24… Forse che sono uno scriteriato o un incosciente se tiro un sospiro di sollievo?
Se un magistrato inquirente mi accusa di essere “colluso” con la mafia ed un magistrato giudicante, invece, sentenzia il contrario, scusate, avrò pure il diritto di poter tirare un sospiro di sollievo?
Arriviamo, finalmente, alla questione che, a mio parere, è quella realmente importante in tutta la storia: un Presidente della Regione, condannato in primo grado, deve dimettersi?
Stando alla legge, no. Dice bene, infatti, chi ricorda che la legge italiana riconosce la colpevolezza dell’imputato solamente davanti ad una sentenza passata in giudicato.
Alle ragioni della legge si contrappongono quelle della “convenienza istituzionale”. Un presidente condannato non ci fa certo una bella figura.
Ho utilizzato il termine “convenienza istituzionale” invece che “rispetto delle istituzioni” perché, mentre scrivevo, mi sono venute in mente le tante storie di politici condannati in primo grado, costretti a dimettersi e poi riconosciuti innocenti. Allora mi chiedo, se un presidente si dimette per “rispetto delle istituzioni”, cosa dovrebbe fare il giudice che ha sbagliato giudizio “per rispetto delle istituzioni”?
Legge o non legge, rispetto o non rispetto, convenienza o non convenienza, alla fine Cuffaro (ne sono pienamente convinto) doveva ed ha fato bene a dimettersi. Doveva farlo e lo ha fatto nei modi e nei tempi giusti, chiedendo il doveroso confronto con il Parlamento Siciliano ed aspettando che questo votasse il documento finanziario. Tempi e modi giusti, a differenza di chi, infischiandosene del fatto che senza Finanziaria votata gli stipendi dei dipendenti e tutto il resto rimanevano bloccati, voleva solamente sfruttare il clamore per un tornaconto tutto elettorale. Quelli stessi che, possibilmente, domani scenderanno in campagna elettorale cavalcando la storia dell’antimafia e della legalità (quasi fossero tutti santi scesi dal Paradiso) e, volutamente o meno, dimenticheranno di parlarmi di programmi di governo, di sviluppo, di futuro……. Ma questa è un’altra storia e questa non è la piazza adatta……. o forse no?

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