jump to navigation

“Sostituire” Prodi o “cambiare” la politica? 12 Feb 2008

Posted by Pietro Avveduto in Nazionale, Politica.
trackback

Un qualsiasi gruppo, sia esso politico o economico, che è alla guida di una comunità, tende a conservare questo suo ruolo di leadership attraverso azioni legittime e, purtroppo, alle volte anche illegittime ed illegali. Fatto sta, comunque, che il conservare la gestione ed il potere è sempre causa ispiratrice di tutte le azioni.

Quando, poi, questo gruppo è composto da parti più o meno eterogenee, il “modus agendi” del tutto risente obbligatoriamente della necessità che la parte ha di conservare o rafforzare il proprio ruolo interno al gruppo stesso ed il proprio livello di accettazione da parte dei referenti esterni, che poi sono quelli che legittimano la parte.

Trasportando questo discorso nella politica, possiamo dire che l’agire di una maggioranza di governo è ispirata sempre alla ricerca del conservare il proprio ruolo di guida di una comunità e che le diverse componenti di una coalizione influenzano l’agire del gruppo in funzione della necessità di mantenere ruolo e forza all’interno della coalizione e di non perdere consensi deludendo il proprio elettorato.

Quello che fino ad ora è un ragionamento (credo) logico, consequenziale e pienamente condivisibile,  trova nella parole di Walter Veltroni, ennesimo nuovo leader del centrosinistra italiano, segni di palese disaccordo.

Aprendo la campagna elettorale del neonato PD (anche se sul termine “neonato” ci sarebbe molto da discutere e riflettere), Veltroni si è lanciato in una difesa a spada tratta dell’operato del Governo Prodi, arrivando ad affermare che non è l’Italia a doversi rialzare (ci avrebbe gia pensato Prodi), ma la politica.

Oddio, non è che abbia tutti i torti riguardo alla politica.  Che oggi la politica rappresenti la triste pantomima della sua vera e naturale essenza è un dato incontrovertibile ed inconfutabile, come, d’altronde, è inconfutabile che in giro ci sono tantissimi onorevoli, senatori, consiglieri, assessori e sindaci e, purtroppo, pochissimi politici.

Questo, però, non può mai giustificare una presa di posizione come quella assunta da Veltroni, soprattutto se, come questi afferma a destra e manca, la sua intenzione sia quella di rinnovare il modo di fare politica.

Il negare davanti all’evidenza, il porre l’attenzione sempre e solo sul mezzo bicchiere pieno, il trovare sempre una giustificazione per non ammettere di aver sbagliato; beh, questi sono proprio i metodi che Veltroni dice, ma solo a parole, di voler combattere.

Il fallimento del Governo Prodi e di tutta la sua linea politica ed amministrativa è stato certificato da un voto di sfiducia che non può essere archiviato come conseguenza dell’isterismo politico o del tornacontismo di una parte ben individuabile. Il voto di sfiducia è stato solamente l’ultimo atto di una lenta ed inesorabile delegittimazione proveniente proprio dall’interno della maggioranza di governo. In altre parole, se non era Mastella, sarebbero stati Diliberto o Giordano a decretare la fine e, quindi, il fallimento del Governo Prodi. A testimonianza di ciò basta citare le diverse occasioni di contrasto interno, le manifestazioni di piazza e, non ultime, le dichiarazioni “post-sfiducia” degli esponenti della sinistra radicale.

Ora, ritornando al nostro ragionamento iniziale, ritengo alquanto improbabile che la scelta di sfiduciare un governo (o l’essere in procinto di scegliere questa soluzione) possa essere dettata da motivi diversi dalla necessità di conservare o riconquistare il consenso perduto a causa della delusione e delle lamentele del proprio elettorato di riferimento.

Se così non fosse saremmo davanti ad un caso di lapalissiana “schizofrenia”; allora qualcuno dovrebbe renderci conto e ragione del perché ha tirato sul suo “carro elettorale” questi pericoli pubblici della democrazia e del risanamento del Paese.

Ma, se il malcontento è la vera causa del voto di sfiducia, allora il tentativo veltroniano di scalare lo specchio lascia presupporre che, alla fine, Veltroni e “compagni” cercavano, e continuano a cercare, solamente il modo in cui “sostituire” Prodi e non di “cambiare” la politica.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: